Ricerca

Il Museo offre opportunità di ricerca attraverso tesi di laurea, focalizzate sia sul materiale archeologico che sugli aspetti naturalistici della Riserva. Il Museo si prepara a diventare un punto di riferimento per stage e tirocini, supportando così la formazione pratica degli studenti. Le tesi di laurea degli studenti svolte presso il Museo sono disponibili per la consultazione.

La storia delle ricerche sul territorio

1881 – 1885
Le ricerche sul territorio manerbese hanno vissuto una prima fase già tra il 1881 e il 1885, quando l’avvocato Giovan Battista Marchesini scavò una necropoli romana in un terreno di sua proprietà, ai piedi della Rocca. Molti di questi materiali si trovano ora esposti al Museo, grazie alla donazione della famiglia Cirilli, erede della collezione.

1971
L’avvio di ricerche sistematiche si ebbe tuttavia solo nel 1971, dopo che una trincea eseguita per il nuovo acquedotto, che dal lago porta l’acqua in un serbatoio costruito all’estremità nord del sagrato, aveva messo in luce, nella parte alta del versante, una stratificazione che dal Neolitico proseguiva fino all’età medievale.

1971 – 1976
Dal 1971 al 1976, l’Associazione Storico Archeologica della Val Tenesi, attraverso periodiche campagne di ricerca, ha valutato la potenzialità del deposito sommitale della Rocca, di cui si intravvedevano fuori terra solo le cinte difensive.

1979
Nel 1979 Gian Pietro Brogiolo (Università di Padova) e Martin Carver (Università di Birmingham) misero in luce una sequenza romana – medievale di grande interesse nei pressi della Pieve. Tra il 1976 e il 1994, ancora l’Associazione Storico Archeologica della Val Tenesi e l’Università di Birmingham (prof. Lawrence Barfield) hanno portato alla luce il noto sito del Riparo Valtenesi.

1981
Nel 1981 Sara Bazalgette (Università di Birmingham), eseguì tre ulteriori trincee esplorative, grazie alle quali ipotizzò una quarta cinta muraria a metà del versante occidentale della Rocca.

Anni 90
Solo nella seconda metà degli anni 90 sono riprese le ricerche in collaborazione tra Università di Padova e Università di Birmingham. L’obiettivo era di scavare grandi aree della sommità per musealizzare poi le strutture messe in luce nell’ambito del progetto di Parco archeologico-naturalistico della Rocca, adeguatamente finanziato dal Comune di Manerba del Garda e dalla Regione Lombardia.
Nel corso di quattro campagne di scavo (nel 1995, 1997, 1998, 1999) è stata indagata interamente la sommità della Rocca (prima e seconda cinta) e sono stati messi in luce sia gli ambienti addossati dall’interno alla terza cinta sia la stratificazione nel sagrato a Nord della chiesa di San Nicolò.

Anni 2000
Una terza fase di ricerche, promossa dalla Soprintendenza Archeologica in occasione di interventi edilizi, ha riguardato l’insediamento romano, di mezzacosta rispetto alla riva del lago. Tra la villa e la necropoli, nel 2001 sono stati scavati i resti di due piccoli edifici databili al I secolo.
Nel 2009, sono riprese le ricerche, con due interventi di scavo sulla sommità della Rocca e con un’indagine complessiva sui cinque centri storici di Manerba (Solarolo, Montinelle, Gardoncino, Balbiana e Pieve).
Negli ultimi anni, grazie a un finanziamento triennale da parte dell’amministrazione comunale, l’Associazione Storico Archeologica della Riviera (A.s.a.r.), ha compiuto un’analisi complessiva del territorio di Manerba del Garda, degli edifici e degli archivi storici, finalizzata a uno studio diacronico di Manerba del Garda. Questa attività ha portato alla pubblicazione di tre volumi monografici e alla produzione di un grande numero di schede scientifiche e contenuti multimediali dedicati alla storia del territorio. In questa sezione si pubblicano periodicamente alcuni dei risultati di queste ricerche.