La Rocca

La Rocca prende il nome dalla fortificazione medievale, di cui sono stati individuati quattro circuiti di mura di difesa, il più interno dei quali (XIII-XV secolo) racchiude la torre principale (‘maschio’), una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana e altri ambienti di incerta funzione.

Le prime cinta murarie

Le prime due, con andamento ellittico, cingevano la sommità a cui si accedeva con una scalinata costruita negli anni ’30, quando sulla cima della Rocca, luogo simbolo della Valtenesi, venne eretta una grande croce di ferro.

La terza si dipartiva da quella sommitale verso Nord, scendendo poi fino al sagrato della chiesa di San Nicolò e da qui difendeva i lati Ovest e Sud, terminando, ad Oriente, in prossimità dello strapiombo.

 Le costruzioni medievali

La sequenza bassomedievale (XII-XIII secolo), sovrappostasi a resti altomedievali (IX-X secolo), cominciò con la costruzione delle mura difensive esterne, a ridosso delle quali, oltre alla chiesetta di San Nicolò, sorsero dapprima un paio di edifici allineati, uno dei quali di una certa importanza come attestano le tracce di pareti dipinte.

Tali edifici, presumibilmente di carattere militare, vennero distrutti insieme alle vicine mura da un probabile attacco bellico violento, come testimoniato da numerose punte di freccia e di dardi di balestra raccolte nei depositi di crollo, e non sembrano essere stati più ricostruiti; al contrario della cinta muraria, che venne riedificata utilizzando come fondazioni, dove possibile, i corsi inferiori del paramento più antico. In seguito, probabilmente intorno al XV secolo, i depositi adiacenti alle mura furono livellati e in essi furono scavate sette tombe, presumibilmente connesse al cimitero più tardo del vicino edificio religioso.

Una quarta cinta, più bassa e ampia, è ancora da individuare; essa è per ora soltanto indiziata da un brevissimo tratto che prosegue verso nord-ovest, sotto la strada che sale verso la Rocca.

La distruzione della Rocca

Mentre già nel 1534 la chiesa era ormai ridotta a un rudere, come testimoniato da un documento dell’Archivio della Curia Vescovile di Verona, la violenta e definitiva distruzione della fortezza ebbe luogo nel 1574, anno in cui la Repubblica di Venezia ne decretò l’abbattimento per liberarla da banditi che l’avevano scelta come rifugio.