Unesco
Nel giugno del 2011 il sito seriale transnazionale, che coinvolge Italia, Svizzera, Francia, Germania, Austria e Slovenia, “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, così da consentire la conservazione e la valorizzazione di questa fragile tipologia di sito archeologico. Copre un arco di tempo che dal Neolitico antico giunge sino all’età del Ferro (5000-500 a.C.) e unisce 111 siti, 8 dei quali si trovano sul lago di Garda o nel suo areale; a Manerba, in località San Sivino si trova il sito sommerso del Gabbiano.
Il sito
Individuato nel 1971 nel corso di ricerche subacquee, ad opera di Tritone Sub Club di Desenzano, il vasto insediamento sito in località San Sivino, venne scoperto grazie alla presenza di pali lignei infissi nel fondale; nell’estate del 1973 il livello eccezionalmente basso delle acque del lago fece affiorare una serie di grosse pietre disposte a semicerchio. Nel 1978 Lawrence H. Barfield realizzò un rilievo della palafitta.
L’area, oggi completamente sommersa, si estendeva su un fronte di circa 150 m parallelo alla riva ed era compresa tra 10-15 m e 40-50 m dalla riva stessa. L’insediamento era piuttosto esteso e poteva presumibilmente ospitare una popolazione stabile di parecchie decine di abitanti. Le dimensioni dei pali, principalmente ottenuti da legno di querce di 100-120 anni, variano da un minimo di 5 a un massimo di 40 cm. Durante le ricerche sono stati raccolti diversi manufatti in ceramica, bronzo e pietra, databili tra l’inizio dell’Età del Bronzo Antico e il pieno Bronzo Medio (2100-1400 a.C.) e confrontabili con esemplari provenienti dalle fasi coeve delle altre stazioni palafitticole lungo le rive del basso Garda, e dell’area benacense.